Greenline

Il progetto Greenline

Progetto Sociale 2012 – Bando Integrazione
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
Progetto Greenline
Ente Proponente Associazione Mimosa

Partner

Comune di Padova
Banca Popolare Etica
Arpav Veneto
studiomas architetti
Associazione KhoraKhanè
Despar SpA
Hotel Grand’Italia
Hotel Monaco
Caritas Diocesana di Padova

Progettazione moduli arredi
studiomas architetti

Crediti fotografici
Orlando Myxx

Premessa

Greenline è un Progetto interdisciplinare che si inserisce in una più ampia progettualità avviata nel 2008 dall’Associazione Mimosa, promossa e sostenuta da Banca Popolare Etica e dal Comune di Padova con l’obiettivo di promuovere azioni finalizzate a migliorare la qualità della vita nella zona antistante alla Stazione FFSS di Padova connotata come una zona urbana degradata ed a rischio abbandono o desertificazione.

Descrizione

Greenline è un progetto innovativo che opera nell’ambito della rigenerazione e riqualificazione urbana e dello sviluppo locale per uno spazio pubblico migliore e più vivibile. L’area d’intervento di questo progetto si focalizza tra l’angolo Piazzale stazione – Viale Codalunga nel cosiddetto Boulevard della stazione ferroviaria di Padova. Si tratta di un contesto che presenta un alto indice di degrado fisico e sociale, ma con importanti risorse attive e attivabili ai fini della sua rivitalizzazione.

Promosso da Banca Popolare Etica, Greenline è ideato da architetti dello Studio Mas e operatori sociali dell’Associazione Mimosa che lavorano in modo integrato, mettendo a sistema le diverse professionalità. Questo permette sia di valorizzare le competenze e le capacità di ciascuno, sia di definire un modo congiunto di operare che, di volta in volta, si declina in base alle specificità del territorio e dei soggetti locali e istituzionali.

La scelta di questa zona non è casuale dato che numerosi elementi sembrano indicare una situazione di crescente disagio nell’area nell’ultimo decennio. Tra i principali indicatori vi sono la presenza crescente sui media locali di notizie di cronaca, le manifestazioni di allarme da parte della cittadinanza che costituisce comitati spontanei, ed altri fattori critici legati alla precarietà della struttura demografica, alla difficoltà dell’integrazione sociale, data dalla frequentazione “eccezionale” nell’area di popolazioni residenti stabili e temporanee e la registrazione sul territorio di alcuni fenomeni che generano insicurezza e che compromettono la normale vita di quartiere. Per la sua complessità Greenline richiede e prevede di intervenire con una determinata metodologia quella della “ricerca-azione”.

La ricerca – azione è una metodologia che Viene definita “catalizzatore del cambiamento”(Pourtois 1981) e che ha lo scopo di individuare e migliorare una situazione problematica attraverso il coinvolgimento di ogni singolo attore. Nel caso dell’area in questione è necessario un pensiero urbano complesso, attento e disponibile, che consenta di adottare chiavi di lettura e di intervento che permettano di agire sulla complementarietà di tutti gli attori in gioco per il raggiungimento di obiettivi comuni.

Si tratta di trasformare con la città e non trasformare sulla città, avendo chiaro per chi si agisce, con chi si negoziano le regole per un uso inclusivo dello spazio pubblico e delle opportunità che si generano in città. Sulla scorta di tale esperienza e dal nuovo modello di gestione del territorio partecipato tra Pubblico e Privato che ne deriva, così come dal confronto di numerose simile e fortunate esperienze estere, nasce il Progetto Greenline.

Come nella fase precedente, la filosofia di questo nuovo intervento prevede l’avvio di un processo partecipato che dovrà poi tradursi nell’introduzione di elementi stabili e strutturali lungo il “boulevard della stazione” e nelle vie Cairoli e Bixio. Alcuni elementi bidirezionali aggregabili (mercato, totem, seduta, e tavolo) contribuiranno alla definizione di una nuova linea attrezzata catalizzatrice di attività urbane aggregative.